5 scritti X 5 orali

Care Studentesse e Cari studenti del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere, ABBIAMO MANTENUTO LA NOSTRA PROMESSA!! Dopo tre lunghi anni di lavoro, fatiche e tentativi vani, grazie all’approvazione in Senato, a partire dall’anno accademico 2016/17 saranno presenti nel calendario didattico 5 APPELLI SCRITTI DI LINGUA E 5 APPELLI ORALI (2 invernali, 2 estivi e 1 a settembre), prima erano solo 3 in un anno!

Fondamentali per il raggiungimento di questo importante risultato sono stati l’impegno della Commissione Paritetica, l’approvazione del Consiglio di Dipartimento e l’appoggio del Senato Accademico.

L’associazione studentesca UNI+ ha perseguito questo obiettivo con grande tenacia sin dall’inizio del mandato dei suoi rappresentanti e oggi finalmente siamo riusciti a far valere i diritti degli Studenti!

Scritti-Lingue

Scritte razziste sui muri dei bagni – comunicato 04/09/2015

Ieri mattina, nei bagni della sede di via Caniana della nostra Università, sono stati trovati simboli fascisti e messaggi razzisti nei confronti di migranti e immigrati, con evidenti riferimenti a genocidi del passato.

Nel clima d’incertezza e difficoltà che oggi domina la faticosa gestione del flusso migratorio verso l’Italia e l’Europa, sempre più neofascisti prendono fiducia nel comporre simili attacchi ai valori fondanti della nostra Costituzione e della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Siamo convinti che questi estremismi, spesso manifestati attraverso il deturpamento di luoghi di uso pubblico, come i locali della nostra Università, vadano monitorati, segnalati e fermati.

Uni+ condanna duramente un simile gesto di propaganda e minaccia fascista, appannaggio di tempi passati, e nutre la speranza che la pronta denuncia dell’accaduto possa condurre ai responsabili.


Scritte razziste_01

Scritte razziste_02

Doppio tesserino per Transessuali

fotoFinalmente succede anche a Bergamo: “DOPPIO LIBRETTO” per studenti e studentesse che abbiano intrapreso il percorso di rettificazione del sesso

Approda anche all’Università degli Studi di Bergamo il “Doppio Libretto” per studenti e studentesse transessuali, la forma di tutela alternativa e transitoria ormai da tempo sperimentata da molti Atenei italiani, pensata appositamente per quegli studenti e quelle studentesse che abbiano intrapreso il complesso e faticoso percorso di rettificazione del sesso e che proprio nel periodo di transizione, che può  durare anche degli anni, prima che intervenga la sentenza definitiva di rettificazione del sesso anagrafico, si vedono costretti a scontrarsi continuamente con molteplici aspetti della vita quotidiana che pongono inevitabilmente l’accento su quella discrasia che si genera tra nome anagrafico ed aspetto fisico, e che l’ordinamento italiano, ancora oggi, non protegge e non riconosce come situazione di estrema fragilità.

Una piccolissima operazione quella richiesta al nostro Ateneo, che in questo modo, a seguito di un iter che ha avuto inizio il 3 marzo 2015 con l’approvazione della proposta da parte della Consulta degli Studenti, la quale ha poi incontrato sia il favore del Senato Accademico, pronunciatosi all’unanimità nella giornata del 13 luglio 2015, che del Consiglio di Amministrazione appena conclusosi, ha voluto conformarsi alla scelta fatta da molti Atenei d’Italia  – come l’Università di Torino, l’Università di Verona, l’Università di Bologna, l’Università di Padova, quella di Genova e di Firenze – che da più o meno tempo hanno scelto di piegare la burocrazia alla garanzia dei diritti fondamentali della persona nonché alla garanzia del diritto all’autodeterminazione e alla piena realizzazione della propria personalità e identità.

Una tale scelta di civiltà è significativa del fatto che azioni che possono apparire piccole sono in realtà in grado di mostrare che il diritto non serve a segnare la distanza da situazioni che comunemente ed erroneamente sono intese come ‘normali’, ma a sostenere ciascuno e ciascuna nel proprio percorso di identificazione e sviluppo personale. Essa costituisce un’azione di garanzia che serve a ricordare che l’Università ha il dovere istituzionale di educare alla sensibilità, giuridica e non, con riguardo a questioni, che come quella in oggetto, risultano troppo spesso relegate ad una dimensione di marginalità e per questo dimenticate.

La ragione profonda che ha indotto noi rappresentanti ad avanzare una tale proposta non è data affatto dalla volontà di avviare una discussione sulla questione personalissima che ad essa è sottesa, la quale si espone a più o meno legittime obiezioni ideologiche, etiche e religiose, quanto dalla questione fondamentale che attiene più strettamente alla garanzia del diritto all’istruzione – così come sancito dall’art. 34 della nostra Carta costituzionale – che senza la rimozione di tutta una serie di ostacoli di ordine culturale e formale, possibile proprio con l’introduzione della cd. “carriera alias”, risulta inesorabilmente limitato e frustrato.

Per maggiori informazioni www.unipiu.itunipiu.bergamo@gmail.com

Bergamo Incontra Culture

Bergamo Incontra Culture, 5 appuntamenti in Università organizzati dagli studenti.

A Bergamo risiedono circa 16.000 stranieri, provenienti da diversi Paesi del mondo. Le principali comunità presenti sono quella boliviana (con circa 4.000 persone), rumena (circa 1.800 persone), ucraina (circa 1.200) e marocchina (circa 1.700).

In virtù di questi dati (fonte: ISTAT) l’associazione universitaria Uni+ ha deciso di dare vita ad un progetto, partecipando ad un bando indetto dall’Università, volto a far conoscere agli studenti, e non solo, alcune di queste comunità, invitando dei loro membri presso gli spazi dell’ateneo in modo da creare un’interazione attiva e partecipata tra  tutti i presenti.

Il progetto, che inizierà giovedì 7 maggio alle ore 17 presso l’aula 6 di Sant’Agostino, è organizzato in quattro incontri più uno conclusivo in cui verrà proiettato un film, con la collaborazione di Lab80. Continua a leggere Bergamo Incontra Culture

Bus per Giornata delle vittime di Mafia – 21 marzo

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Uni+ insieme a Federazione degli Studenti di Bergamo organizza un pullman per la “GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO DELLE VITTIME INNOCENTI DI MAFIA” indetta da Libera.

Sabato 21 marzo 2015 a Bologna

Il pullman andata e ritorno costa 15 €
per prenotarsi occorre contattare Enrico (3806896161), la prenotazione è confermata solo al momento del pagamento!

Metti parteciperò all’evento: www.fb.com/events/1580226522221514

“La verità illumina la giustizia”, questo lo slogan scelto per XX Giornata delle memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Libera per la XX edizione ha scelto l’Emilia Romagna, ha scelto Bologna.  La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Circa 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. (più info qui http://goo.gl/DKkCLk )

 

 

 

 

No alla riduzione degli orari serali delle biblioteche!

Bergamo, 5 febbraio 2015.

Apprendiamo dal bando pubblicato sul sito dell’amministrazione comunale la scelta di ridurre l’orario di apertura serale della biblioteca “Ciro Caversazzi”. Riteniamo che la nuova soluzione, così prospettata, contrasti con le esigenze della popolazione studentesca ed implichi un sensibile peggioramento del servizio offerto.

Questa biblioteca nel tempo si è affermata come spazio indispensabile per i giovani studenti soprattutto grazie alla chiusura protratta fino alle 23:30 ed alla posizione centrale. Anticipare la chiusura alle 22:30 significa privare questo luogo del principale elemento che ne ha garantito il successo. A dimostrazione di quanto stiamo scrivendo abbiamo verificato una consistente affluenza riscontrabile in tutto l’arco della serata, essendo l’unica biblioteca cittadina a coprire tale fascia oraria. Ci pare utile evidenziare, a sostegno della nostra tesi, il fatto che in passato è già stata sperimentata l’apertura serale di sedi periferiche, una soluzione che ha prodotto risultati insoddisfacenti.

Reputiamo questa scelta in contrasto con il progetto “Bergamo città universitaria” e per tali motivi chiediamo un confronto diretto con l’Amministrazione comunale al fine di cercare una soluzione il più possibile condivisa.

Uni+