Per non dimenticare

Come giovani, come studenti, abbiamo il dovere di non dimenticare,
ma soprattutto quello di investigare, di scavare in profondità, di scendere sotto la superficie, andare oltre al romanzo, superare la memoria fatta di finzione.
Quella stessa memoria che, forse, continua a farci innocenti, a riscattarci, che ci fa entrare solo nella parte dei partigiani o degli eroi che hanno salvato vite umane.
Abbiamo il dovere non solo di dire MAI PIÙ, ma di fare in modo che questo MAI PIÙ SUCCEDA.
Mi permetto di citare un frammento della corrispondenza tra il poeta Paul Celan e la poetessa Nelly Sachs. I quali, anche dopo il 27 gennaio 1945, da quelle memorie hanno continuato ad essere perseguitati.

“Parigi, 30 maggio 1958
Cara, stimata Nelly Sachs!
La ringrazio, la ringrazio di cuore.
Tutte le domande che non trovano risposta in quei giorni bui.
Questo spettrale e muto non-ancora, questo ancor più spettrale, ancor più muto, non-più, e di-nuovo, e nel frattempo l’imprevedibile, già domani, già oggi.
Sempre suo
Paul Celan”

“Stoccolma, 10.2.1969
O caro Paul,
che gioia ricevere Tue notizie. […]
Nel frattempo c’è stata quell’epoca spaventosa, in cui ancora una volta ho avuto bisogno di protezione. Allora ho scritto alcune cose per evitare di andare a fondo, ma sono testi incomprensibili per gli altri perché vi si aggira come un fantasma la telegrafia persecutoria. Così sono tornata a casa e ho scritto quanto Ti allego. Altrimenti non saprei. Ma tu capisci, viviamo entrambi nella patria invisibile. Le tue poesie sono sempre accanto a me. Prima del sonno, la sera, leggo, è questo il nostro modo di pregare.
Tua Nelly.”

Confinandole nel dis-umano, nel bestiale, troppo spesso non ci rendiamo conto che ci capita di rievocare alcune di quelle dinamiche. Dobbiamo solo stare attenti al suono del MAI PIÙ.

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